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Hotwire rivela le 5 tendenze che plasmeranno il 2025: dalle scelte etiche legate all’impiego dell’AI alla digital trust

Milano, 27 febbraio 2025 – In un contesto nel quale l’intelligenza artificiale è in continua evoluzione, il panorama della comunicazione sta vivendo cambiamenti significativi. Dall’ascesa della “shadow” AI a nuovi standard per consolidare una fiducia digitale con gli utenti, queste tendenze evidenziano sia nuove opportunità sia sfide per i brand. Comprendere come adattarsi a tali mutamenti sarà fondamentale per rimanere competitivi nel 2025.

Hotwire, società di consulenza globale in materia di comunicazione e marketing, ha individuato i 5 trend chiave che plasmeranno il futuro del marketing e della comunicazione. Tra intelligenza artificiale, digital trust ed evoluzione dei social media, vi sono aspetti protagonisti della scena contemporanea che aiuteranno i marchi a stare al passo con i cambiamenti in corso nel 2025.

“Le aziende tecnologiche, ma anche i business che non sono radicati nel mondo tech, hanno una responsabilità unica nel plasmare il futuro. Con l’innovazione che avanza rapidamente, è fondamentale rimanere aggiornati circa le tendenze emergenti e ascoltare il proprio pubblico di riferimento,” afferma Beatrice Agostinacchio, Managing Director di Hotwire per l’Italia e la Spagna.

I 5 trend della comunicazione per il 2025 secondo Hotwire

  1. Shadow AI: navigare tra gli strumenti invisibili

I consumatori stanno già utilizzando strumenti di intelligenza artificiale ancor prima che le aziende ne siano a conoscenza. Questo aspetto, chiamato “shadow” AI, può offrire una comprensione preziosa dei comportamenti inespressi delle persone e aiutare i brand a progettare strategie di marketing più efficaci. Le aziende dovranno comprendere la diffusione di questi tool e allineare i loro team di comunicazione con i reparti IT per garantire un utilizzo efficiente dell’AI.

Man mano che l’AI si integra sempre più nella quotidianità, i brand sono chiamati a bilanciare la promessa di innovazione con le considerazioni etiche. La trasparenza nell’uso dell’AI diventerà fondamentale per costruire la fiducia dei consumatori e le aziende dovranno essere preparate per investire in pratiche responsabili di gestione dei dati e in cambiamenti culturali a lungo termine, per stare al passo con le evoluzioni dell’AI nella società.

La fiducia non è più solo una questione di tecnologia, ma una strategia aziendale fondamentale. In un contesto nel quale l’AI aiuta a rilevare informazioni e schemi incorretti nel web, costruire fiducia in campo digitale sarà essenziale. I brand sono invitati ad abbracciare un approccio trasparente, a integrare la fiducia nella loro cultura organizzativa, rendendola il cardine della customer experience basata sull’AI.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale sta cambiando, passando dall’ottimizzazione operativa alla creazione di valore reale per i consumatori. Nel report di Hotwire Intelligenza Artificiale: oltre l’efficienza”, l’attenzione è rivolta all’uso dell’AI generativa per stimolare la creatività, l’impatto sociale positivo e le connessioni significative. I marchi sono chiamati ad andare oltre la semplice razionalizzazione dei processi e incorporare l’AI come strumento per creare relazioni più profonde con i consumatori.

I cambiamenti in ambito social media, tra cui maggiore libertà nella thought leadership, moderazione guidata dalla comunità e feed personalizzati, stanno fornendo ai brand nuove opportunità di coinvolgere il proprio pubblico. Tali cambiamenti permettono conversazioni più autentiche e aiutano i marchi a raggiungere i loro target attraverso contenuti personalizzati che rispecchiano i propri valori.

“L’intelligenza artificiale offre un’opportunità senza precedenti di organizzare e migliorare le informazioni, al tempo stesso i brand dovranno impegnarsi nel guadagnare la fiducia dei consumatori attraverso la trasparenza e la responsabilità nell’impiego della tecnologia. Perché un marchio possa considerarsi di successo dovrà sempre porre al centro della propria visione l’esperienza del cliente,” conclude Agostinacchio.